Racconto 02 di 30 · San Vito dei Normanni
Torre Quadrata
Ascolta · Italiano · 1:26
La voce del luogo
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Il racconto da leggere
Ogni città ha un punto zero, il luogo da cui tutto è partito. Per San Vito dei Normanni quel punto è qui.
Ci troviamo davanti alla Torre Quadrata, la parte più antica dell'attuale Castello Dentice di Frasso, proprio di fronte al Municipio.
Secondo la tradizione tramandata dal Comune, fu Boemondo d'Altavilla a farla costruire nell'undicesimo secolo, in una posizione strategica lungo l'antica via che collegava Carovigno a Oria.
La torre ha una pianta quadrata e termina in alto con i merli guelfi. Al suo interno si sviluppano tre ambienti, uno sopra l'altro. Al piano inferiore si trova l'antica cappella dedicata a San Vito Martire, il santo a cui la città deve il proprio nome.
In origine si entrava attraverso un ponte levatoio, collegato a una porta sopraelevata rispetto al terreno. Una soluzione pensata per difendersi.
Nel corso dei secoli, attorno a questo primo nucleo difensivo si sviluppò l'intero Castello Dentice di Frasso, così come possiamo ammirarlo ancora oggi.
La tradizione popolare attribuisce a Boemondo d'Altavilla anche la fondazione del borgo. Gli studi più recenti, però, raccontano un'altra storia: l'ipotesi oggi più accreditata colloca le origini del paese in una colonia slava, arrivata in questo territorio nel decimo secolo.
Due versioni diverse, custodite dalla stessa torre.
La scheda del luogo e le fonti
Racconto tratto dal copione del progetto. Voce sintetica ElevenLabs Gus; il testo pubblicato corrisponde alla lettura.
La Torre Quadrata è il nucleo più antico del Castello Dentice di Frasso. Il Comune ne attribuisce la costruzione a Boemondo d'Altavilla nell'XI secolo. Ha pianta quadrata, merli guelfi e tre ambienti sovrapposti; quello inferiore conserva la cappella di San Vito Martire.
L'accesso originario era sopraelevato e collegato a un ponte levatoio. Nei cenni storici comunali, la fondazione del borgo da parte di Boemondo è presentata come tradizione; viene ricordata anche l'ipotesi di un insediamento slavo del X secolo.
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Il racconto è disponibile integralmente in questa pagina. Il PDF è un approfondimento del progetto e può non essere adatto ai lettori di schermo.